domenica 31 gennaio 2010

Mic Check

Non bastano le notti folli per sperare in qualcosa che non diventi droga. Non servono le notti rimanendo svegli ad aumentare la stanchezza, in parole che non possono esser dette senza relative conseguenze. E giorno dopo giorno perdo un pò di stabilità con poca tranquillità ma relativo benessere, ed è uno stato di poca coerenza persino con se stessi. Ma se mi perdo nei tuoi occhi e basta solo quell'attimo per perdere la testa, senza volerla trovare almeno per un pò, non cercarmi un posto dove partire che più avanti ci si può fermare. Abbiamo ossessioni e mi compiaccio delle mie, a volte fanno male, a volte è solo dipendenza ma in fondo che importa se vogliamo viverci ed il tempo non ci sembrerà mai abbastanza, ad ogni modo ho vissuto sentimenti senza limitarmi a chiamarli sensazioni. E se canto sto bene dentro questa sensazione di sporco senza chiedere di lavare via le macchie, ma rendermi migliore delle mie azioni. Di notti ce ne saranno e non negherò di voler vedere la luce del mattino con te accanto, componimi una melodia che possa accompagnarmi quando mi perdo, che nelle mie vene inizia a scorrere libertà. Pensando senza lacrime ad insaporire la voglia di dormire. Qualcosa che somigli a quell'atmosfera e che rimanga indelebile anche quando non ho un'immagine definita ma solo sfocata... ed io rimango accanto a te.

sabato 23 gennaio 2010

Cade La Pioggia...

Goccia dopo goccia fingerai di stare meglio
Abbasserai la testa e penserai di averla sollevata più in alto.
Corrode lo stomaco, corrode la vita questa pesantezza.
Goccia dopo goccia fingerai che il cielo è sempre stato sereno.
Ma scivolo via in un istante, ti ho avuto e sto scivolando,
Dimmi a che serve stare in silenzio senza poterci dire amore.
Avere sete e non di vita.
Avere sete e non d'acqua.
Dimmi a che serve restare lontano senza poterci abbracciare.
Goccia dopo goccia crederò di essere stata amata,
E non sparirai in mezzo alla gente
Non voglio fingere qualcosa che si chiami traquillità
Quando senza poter sentire questa voce
Il mondo abbandona la sua ragion d'essere.
La mia essenza non svanisce ma profuma, e profuma anche di te.
Non rimanere a guardare la nostra pelle sporca
Ma lava via le sensazioni che avevi con lei
Dimmi che cambierai orizzonte
E dimmi che posso essere speciale
Che magari lo sono davvero, che sono l'unica.

martedì 19 gennaio 2010

Hurt

Cosa stai diventando? E me lo ripetevi spesso mio caro amico. Mi son costruita imperi vasti di false illusioni e falsi dei che ho lodato mentre eri via. Ancora non vedo il tuo ritorno: guardo fuori la finestra e non ti vedo correre verso le mie lacrime. Ma ricordo tutto. Come quando sussuravi accanto a me parole che nessun altro ha trovato per me. Scrivo queste parole per te, anche se a te non piaceranno perchè avresti voluto te lo dimostrassi. Perchè avresti avuto ragione se mi avessi detto che sarebbero state vane. Raccolgo pensieri rotti che non posso riparare. Ed il tuo rimane sempre uguale. Ho sbagliato, e non sei stato tu l'errore, mi dicevi che valgo più di quello che prendo, che valgo anche per i miei difetti e che racconto storie che sono vere. Mi sono focalizzata sul dolore, mi sono fatta male anche oggi credendo di non poter sentire dolore, e non mi sono accorta di averti perso. Cercavo di uccidermi ogni giorno di più per lavare questa sensazione ma non mi hai mai tradita, ed alla fine lo hanno fatto altri per te. Diresti te lo avevo detto, ma non l'hai mai fatto. Mi abbracciavi e per contava solo quel minuto. Ricordo le tue parole dolci, spezzate da una risata, ricordo che mi avevi descritto e non l'aveva mai fatto nessuno in quel modo. Quando sapevi anche quanti visi ho visto e quanti sono rimasti. Ma il tuo vorrei vederlo ancora adesso e non vorrei sbiadisse. Ho costruito imperi vasti fatti di lodi sbagliate e di sogni immaginari mentre eri via. Ma ti prego ritorna che ho da raccontarti quanto ho perso e quanto rivorrei, ho da raccontarti di quanto sono stata stupida a non ascoltarti. Mi diresti paga le tue conseguenze ora, ma lo sto facendo in silenzio. Saprai perdonarmi quando lascerò il dolore che finge di essere amore. Saprai perdonarmi un giorno quando capirò che il mondo non finisce qui. Saprai perdonarmi e quando lo farai sarà il regalo più bello. Non vorrei cadere senza te. Non posso cadere senza te. Tu che sei stato l'angelo di cui scrivevo canti, e non me ne sono mai accorta. Tu che hai preso la mia essenza senza prepotenza e spero la conserverai ancora. Tu che hai preso la mia fiducia e non mi hai mai delusa. Scusa per non aver mai fatto altrettanto. Ed ora che lo capisco so che non servirà piangere, ma vedendomi rialzare mi sorriderai e mi dirai: ti aspettavo da tanto.

lunedì 18 gennaio 2010

Pale blue eyes

Avrei tante storie da raccontare e da raccontarti che non ricordo più dove le ho messe.
E le parole sono così stanche di essere scritte e non poter essere dette che rimangono schiave delle mie inibizioni. Quando ripetevo che avrei voluto il mondo si fermasse sotto quelle luci a ballare non curanti del tempo. Quando mi ripetevo di voler le stesse mani almeno per un pò. Avrei tante storie da raccontare e che si fermano lungo la strada. Non sono poeta e nemmeno musicista. Non sono un'artista ma potrei dipingerti ugualmente senza saper da che colore cominciare. Potrei scrivere mille rime ugualmente senza sapere quale contorto descrivere. Lasciata senza fiato per poter respirare, per poter analizzare quale calcolo ho tralasciato o forse è così che doveva andare, forse è così che doveva cominciare. Ma la mia testa diventa pesante che vorrei farla riposare almeno un pò. E dirmi che sono stata comunque speciale alla fine. quando guardo lo specchio prendo la tua figura e la metto accanto alla mia, ma rimane sfocata la mia immagine che non so quale sia. Potessi rendere il mondo così strano e semplice nelle sue coplicanze come lo vedo io sorriderei, anche per un istante per aver scolpito te nella mia pelle. Di quante illusioni ci nutriamo e poi rinneghiamo di averle vissute. Ma non ci sembravano così scomode. E se chiudo la porta ho paura che non busserai mai. E se la lascio aperta ho paura non arriveresti in tempo, o non arriveresti scusandoti poi perchè non passava il bus. Ma io sono sempre stata lì senza chiamare nessuno, ho creduto che non ce ne fosse il bisogno. Ma volessi avrei il tempo per chiederti di rimanere vicino a me a parlare ancora, magari dormire e dirci che ci siamo fidati e dopotutto mai traditi. Vorrei scrivere di speranza invece che di nostalgia. Vorrei tenere impressi quegli istanti che ho messo insieme per un film, forse durava troppo poco o forse non era abbastanza reale. Ho pagato i miei sbagli anche col sangue, mi sono ferita ed ho anche pianto senza chiedermi quale fosse l'errore. E' tutto più confuso ma comunque rimane il profumo che mi hai lasciato, indefinito e dolce. Impazzisco, sto impazzendo e non so se mi piaccia. Quando avrei voluto il mondo si fermasse sotto quelle luci, e sotto quelle luci e quelle canzoni pensare di uscire e trovarti ancora lì. Per me. Ma mi tengo quello che ho, stasera prenderò le mie cose e me ne andrò. Mi piacerebbe saperti solo, affranto, per poterti tenere il viso tra le mani ed accarezzarti che nonostante tutto io sono sempre stata lì. Se vuoi prendi le mie storie e quando ti stuferai ti prego non gettarle che potrai dire di avermi vissuta e che è stato bello. La fiducia tornerà, mentre tutto scorre, ma tutto tornerà. Sono le mie storie.


" Le storie non si limitano a staccarsi dal narratore, lo formano anche: raccontare è RESISTERE"( cit. Joao Guimaraes Rosa )

mercoledì 13 gennaio 2010

Chapter One

L'inventiva che non muore ma alimenta le parole, il bisogno unico ed inspiegabile di uscire dalle mura della consuetudine, ed adagiare la mente in uno stato di ordinaria follia, ripetersi che vivere nella tranquillità non è precludere il divieto dell'involontario eccesso. E scrivere del mondo, della fantasia degli occhi che lo creano, poter esprimere la visione del cielo e di tutti gli elementi che lo compongono, parlare senza curarsi del tempo e senza curarsi del ritardo. Prendere le cose ed accettarle per come vengono e per come istantaneamente arrivano, senza poterle modellarle in qualcosa di inesistente solo per credere e lodare un dio che risponde solo nella nostra testa, o che volte non risponde per niente. Svegliarsi e non tormentare la mente con domande nella piena coscienza di non poter ottenere risultati a calcoli errati. Ricordare ciò che è svanito e non doverlo rimpiangere come fosse obbligo della vita dover avere rimorsi, che appesantiscono il vivere.
Giacere accanto ad un corpo e non fermarsi alla semplice definizione di qualcuno. E la mia associazione di idee che non rallenta nemmeno quando la sigaretta smette di essere tale. Dicono un caso patologico, scrivono un caso disperato e dello schifo che dovrei guardare allo specchio quando vedo la mia immagine, un cumulo di complessi che non conosce libera fuga. Dicono e senza sapere etichettano qualcosa che non sento e così la mia persona diventa solo considerazioni, che errate o giuste che siano gettano solo nello sconforto verso chi crede che leggere sia solo da usare nel termine di libro o frasi. Quando a volte nel silenzio i miei occhi sono storie che non ha mai voluto ascoltare nessuno. E mi chiedo se mai nessuno delle persone che ho perso per questo mi avrebbe mai chiesto sinceramente cosa c'era nella mia testa, ma sono solo supposizioni perchè quel che rimane sono solo ricordi che vorrei cancellare sebbene alcuni siano stati parte della mia vita. Perchè creano confusione sulla mia essenza che ha troppi profumi spiacevoli, profumi che ho sempre cercato di coprire ma che non se ne sono mai andati. Quando ciò che finalmente cercavo disperatamente di provare, e cioè la libertà di amare indipendente da ogni dipendenza, è il momento in cui l'uomo ti tenta a sviare da ogni sentimentale concentrazione, ti dice che è sbagliato essere istintivi e restare fermi a godere ciò che non si è mai visto. Dice che è sbagliato poter bere una sera e non potersi ricordare nulla, dice che è sbagliato farsi del male e poi piangere su se stessi, dice tante cose e forse anche giuste, ma sbaglia nel dirle con giudizio di chi in fondo sa tutto. Ho sbagliato si è vero, forse troppe volte e forse mai abbastanza, ma mi sono sempre scusata anche quando il silenzio avrebbe detto più cose. Mi sono sempre cercata di rialzare e tenere allacciati rapporti che evidentemente non dovevano esere tenuti sotto controllo, con troppa oppressione non si è mai ottenuto nulla. Ed io non mi so spiegare come nonostante tutto io stia bene così. La chiamano finta, simulazione, ma nel mio cuore è solo realtà ed ogni giorno da un pò di tempo mi sembra più vivo e reale del precedente. Ed aumenta sì la fragilità delle parole, la fragilità di quello che ho costruito. Ma ho scoperto qualcosa che tenevo nascosto ed è l'originale semplicità di potermi esprimere ed esprimere il dolore che ho tenuto segretamente nelle mie membra per anni. Disperato bisogno di scrivere e scrivere ancora, disperato bisogno di dire quanto male ho vissuto e quanto sto riscattando dalla vita. Quanto ho ora e non ho mai avuto. Di quando ho sorriso e mi è sembrato come se non l'avessi mai fatto, e di quanto è stato bello e persino meraviglioso camminare sotto la pioggia non curante di non potermi riparare, e di essere serena lo stesso. Ed è la sensazione che se piangerò ancora saprò da chi andare senza bisogno di parlare, saprò cosa scrivere, che il mondo è tutto qui, un nucleo, che quello che costruiamo è quello che vorremmo ma non è quello che è realmente, che perciò è fragile nella sua essenza, che però quel nucleo rimaniamo pur sempre noi e che essendo tali niente ci può scalfire od uccidere ma solo renderci più forti per il prossimo crollo anche se ci semberà di diventare più piccoli e più deboli. Uno degli infiniti errori dell'uomo è credere troppo alle proprie illusioni, vivere spesso in angoli che ci portano troppo lontani dalla coscienza di dire con sincerità ciò che siamo e ciò che lodiamo. Ci creiamo dei ogni giorno e ci definiamo atei. Ci abbattiamo per cavolate e diciamo di essere imbattibili. Giudichiamo per cose che anche noi facciamo. La verità è che o guardiamo troppo spesso noi stessi o guardiamo troppo spesso gli altri e commentare. Io vorrei solo che gli uomini si guardassero tra di loro senza alzare la voce, ma solo con libertà di poter dire di essere umani, e criticare ma senza odio, senza giudizio. Non dire mai di essere vissuti abbastanza che si impara troppo ma mai abbastanza ogni giorno di più. Che quello che sono non è solo brace, non è solo pelle sporca, ma è voglia di piangere senza tormento, di ridere senza paura e non essere descritta da altri con prepotenza di chi dice di conoscermi, quando se guardo la mia pelle non posso nemmeno dire " io so tutto di te". L'inventiva non muore ma mi fa parlare, e scrivere ancora di questo, del mondo che non vorrei modellare ma conoscere e renderlo migliore senza superbia.

Esy


E ricordare solo i primi istanti
i primi sorrisi e le prime canzoni.
Ricordare come è bello essere felici senza domandarsi il perchè,
e svegliarsi al mattino insieme
Ricordando la luce con il fumo di una sigaretta.
Ed ogni giorno come se fosse il primo
La mia terapia , e fare quei pochi passi ed incontrarti
E sapere che non sarà mai per caso
Che quelle che la gente chiamerà cazzate
per noi saranno qualcosa di più
I migliori ricordi di quando
Solo il vento ci poteva fare lacrimare gli occhi.
E sarà la mia terapia quando i miei occhi non vedranno al di là degli incubi
E saprai portarmi dove non serve parlare
e saprai parlarmi nella trasparenza
E saprai capirmi nei silenzi
E saprai accettarmi negli sbagli
Ed avremo la stessa adrenalina di prenderci per mano
E non essere sconfitte da un mondo che ci sta stretto
Ed avremo l'armonia di conciliare i nostri percorsi
E ricorderemo di quando abbiamo sorriso insieme
E di quando abbiamo capito che nessun giorno per noi è veramente l'ultimo
Di quando senza parlare ci siamo dette che per noi la parola fine è solo di chi ci invidierà.

Grazie.

lunedì 11 gennaio 2010

I wanna go Crazy

La senti quest'adrenalina che sale e sale
E non potrai rimanere fermo a guardare
Con quest'adrenalina che sale e sale
E non potrai rimanere a domandarti se
domani riuscirai ad allontanarti ancora
La senti questa voglia di impazzire
E non pensare che non riuscirai a vedere
Che c'è troppa confusione per poter capire
Con questa adrenalina che sale e sale
E se l'impatto con la realtà
ti sembrerà troppo crudo quando verrà una nuova alba
Alza questa musica, senti che batte più forte
Con quest'adrenalina che sale e sale ancora
e non rimanere fermo a chiederti se ci tiene
E non pensare che tu sia fottuto che il mondo
è rimasto tutto quello che non riesci a vedere
alza questa musica e inizia a muoverti
Con quest'adrenalina che sale e sale
inizia a credere di essere leone in mezzo al gregge
Senza esser crudele alza il volume
e balla a testa alta che nessuno potrà ucciderti
E non pensare se ci tiene prendi in mano
questo mondo e non dire di non essere in grado
Con quest'adrenalina che sale e sale
Potrai persino scordare e cambiare,
di essere stato debole.

Le Carnaval

Nelle tue forme mi sono addormentata
Nel tuo cielo ho camminato
ed ho ammirato la tua arte
Il bianco della neve ed il freddo della tua bellezza.
Il suono della tua lingua incompensibile ai miei sensi
eppure sottovoce mi ci sono addormentata.
E mi hai cullato i pensieri li hai addormentati
ed io non ho fatto altro che guardare
i giorni terribili che diventavano meravigliosi nelle tue strade.
Una parata, una sfilata ed un corteo di profumi
Sapessi e potessi sentirmi tu da qui
che svegliarsi e non vederti quanto piange il cuore
sperando un giorno di poterti rivedere
se non con la neve con il sole
ad illuminare quelle case che raccontano storie
Le mie mani hanno toccato ciò che non è possibile descrivere
e tu che non sai di essere così bella
quando in me si risvegliò la poesia nei tuoi occhi
così racconto di te, e racconterò di quando ti incontrai la prima volta
E dell'atmosfera che si diffuse nell'anima
quando entrasti nel mio cuore ed anche nella mia vita.
Cara e dolce, romantica e sensuale Paris*


Henrietta

martedì 5 gennaio 2010

Unintended

Sarai la mia scelta inconsapevole
che tutto il resto potrà aspettare ancora
Che sarò vicina anche quando il mio corpo riposerà
In un'altra parte del mondo pensandoti.
Sarai la mia caduta e la mia nostalgia
Potrebbero essere delusioni e un giorno
potrebbero essere solo ricordi che non vorrò cancellare
Io sarò vicina il più presto possibile quando chiamerai le stelle
E cercherai solo conforto per poter stare in silenzio
E sfogare tutte le preoccupazioni.
Sarai la mia scelta inconsapevole
Che tutto il resto non potrà uccidermi
Che ogni respiro non resta vano
Sarai la mia scelta inconsapevole
Che ho avuto caldo anche quando c'era la neve
Potrebbero essere illusioni o solamente desideri
Ma sarai la mia caduta e la mia nostalgia
Quando credendoti non penserò alla fine.
Sarai la mia scelta inconsapevole
Che abbiamo visto mille cieli
ma siamo sempre appartenuti ad uno solo.

domenica 3 gennaio 2010

Mad about you


Dolce e insensibile l'inverno che porta vento nelle certezze
Ed io che non riesco nemmeno a sentire il freddo
entrarmi nel cuore, e tutto giace nel non dire
parole che sai avrei nascosto senza pronunciarle
quando nel tuo sguardo scopro le mie labbra serrate
E cadevano foglie intorno senza poterle fermare
avevano vissuto quanto loro era dovuto
E son morte senza lamento e senza pianto,
quando l'anima mia straziata continua a fare troppo rumore
Potessi non sentire la stanchezza che uccide
cadrei senza lacrime sul viso anch'io.
Così gentile simile ad un sogno mai raggiunto
Ritornerei a recuperare tutto ciò che sfugge
senza dover correre dal tempo e pregare.
Aver lodato illusioni, aver creduto a promesse
Infrante e mai dette.
Quanto altro tempo per aspettare di dare un senso
a quegli abbracci e a quelle canzone che hanno suonato per noi
Per poter contare un numero che non sia zero, per poter vedere il sole senza chiudere gli occhi
Cancellare ogni paura e non pensare di non poter avere ali.
Cancellare ogni apatia e recuperare ciò che abbiamo perso
Baciami quando fuori anche il cielo si dispera e ricordami che il mondo si fermerà
in quell'istante e non sarà mai un semplice ricordo
quello in cui abbiamo vissuto gli stessi minuti in mezzo allo stesso baccano.

Gentle Storm

Come la mia testa diventa pesante
e nelle vene scorre soffice vuoto per adagiare i tuoi pensieri
Ed è bello dormire nei boschi tra i fiori
e noi diventando qualcun altro solo per una notte
Ritrovando la luce al mattino risvegliandoci con il piacevole respiro di chi è ancora vivo
Io non posso portarti ovunque e non posso portare ovunque i desideri che si propagano
Ma posso rialzarmi e tendere la mano
Accarezzando l'inesistente corpo etereo dell'inverno
E ritroveremo la luce al mattino piomberemo in una favola
che ha solo nome e nessun lieto fine
per poi rinascere e scordare ciò che abbiamo pianto.
Come la mia testa diventa pesante pensando alle varianti possibili e calcoli errati
inquinando le membra, inquina i polmoni
che non lasciano respiro sognando aria e sognando le tue mani.
Dovremmo essere grati a quell'istante in cui abbiamo vissuto noi stessie consumato il male scoprendo che avremmo preferito altro.

Henrietta

Jackie Cane

Senti questa mancanza come fosse astinenza
Estranei nella realtà, vicini nelle inquietudini
Non posso riposare quando non c'è quell'odore
entra nelle vene e non svanisce in un solo istante
Per poi scrivere mille poesie che profumano di te
Mille righe che profumano di qualcosa che voglia essere libertà.
E come lo chiami il distacco dalle cose importanti
La distruzione di tutte le inibizioni cercate e costruite.
Quando eravamo devoti alle nostre idee lodando un dio che modellavamo su di noi, a nostra immagine e somiglianza.
Ridefinisci la soddisfazione tra le braccia del pensiero
che tutto sarà possibile in un bicchere ed in una sigaretta
Ridefinisci l'amore tra le braccia del pensiero che tutto svanirà
e ci sarà altro dietro l'angolo.
protetti dal credere di potere pensando fosse zucchero ad amaro
eppure qua ci trovano lo stesso, e abbiamo saputo non è un nascondiglio adatto
E le barriere e tutte queste maschere non serviranno a nulla quando chiamerai amore e penserai al suo opposto.


Henrietta