lunedì 18 gennaio 2010

Pale blue eyes

Avrei tante storie da raccontare e da raccontarti che non ricordo più dove le ho messe.
E le parole sono così stanche di essere scritte e non poter essere dette che rimangono schiave delle mie inibizioni. Quando ripetevo che avrei voluto il mondo si fermasse sotto quelle luci a ballare non curanti del tempo. Quando mi ripetevo di voler le stesse mani almeno per un pò. Avrei tante storie da raccontare e che si fermano lungo la strada. Non sono poeta e nemmeno musicista. Non sono un'artista ma potrei dipingerti ugualmente senza saper da che colore cominciare. Potrei scrivere mille rime ugualmente senza sapere quale contorto descrivere. Lasciata senza fiato per poter respirare, per poter analizzare quale calcolo ho tralasciato o forse è così che doveva andare, forse è così che doveva cominciare. Ma la mia testa diventa pesante che vorrei farla riposare almeno un pò. E dirmi che sono stata comunque speciale alla fine. quando guardo lo specchio prendo la tua figura e la metto accanto alla mia, ma rimane sfocata la mia immagine che non so quale sia. Potessi rendere il mondo così strano e semplice nelle sue coplicanze come lo vedo io sorriderei, anche per un istante per aver scolpito te nella mia pelle. Di quante illusioni ci nutriamo e poi rinneghiamo di averle vissute. Ma non ci sembravano così scomode. E se chiudo la porta ho paura che non busserai mai. E se la lascio aperta ho paura non arriveresti in tempo, o non arriveresti scusandoti poi perchè non passava il bus. Ma io sono sempre stata lì senza chiamare nessuno, ho creduto che non ce ne fosse il bisogno. Ma volessi avrei il tempo per chiederti di rimanere vicino a me a parlare ancora, magari dormire e dirci che ci siamo fidati e dopotutto mai traditi. Vorrei scrivere di speranza invece che di nostalgia. Vorrei tenere impressi quegli istanti che ho messo insieme per un film, forse durava troppo poco o forse non era abbastanza reale. Ho pagato i miei sbagli anche col sangue, mi sono ferita ed ho anche pianto senza chiedermi quale fosse l'errore. E' tutto più confuso ma comunque rimane il profumo che mi hai lasciato, indefinito e dolce. Impazzisco, sto impazzendo e non so se mi piaccia. Quando avrei voluto il mondo si fermasse sotto quelle luci, e sotto quelle luci e quelle canzoni pensare di uscire e trovarti ancora lì. Per me. Ma mi tengo quello che ho, stasera prenderò le mie cose e me ne andrò. Mi piacerebbe saperti solo, affranto, per poterti tenere il viso tra le mani ed accarezzarti che nonostante tutto io sono sempre stata lì. Se vuoi prendi le mie storie e quando ti stuferai ti prego non gettarle che potrai dire di avermi vissuta e che è stato bello. La fiducia tornerà, mentre tutto scorre, ma tutto tornerà. Sono le mie storie.


" Le storie non si limitano a staccarsi dal narratore, lo formano anche: raccontare è RESISTERE"( cit. Joao Guimaraes Rosa )

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