Ed una voce lenta e sottile mi biasima, continua a ripetere con voce ferma di chi rimprovera, di non scrivere, di non parlare di sensazioni simili a malinconia. Ma tutto ha perso il suo sapore originario, tutto è svanito ed è rimasto sfocato in pensieri troppo lascivi. Non manca una persona, non manca un sentimento, non manca il cielo e non mancano nemmeno le stelle. Manca la certezza di essere persona, manca la certezza del nome ed anche del cognome. Manca la certezza di esser un corpo ancora intatto, manca la certezza che queste mani e queste braccia possano incontrarsi tra di loro. In uno specchio appannato, l'immagine resta ancor troppo incerta, negli occhi ho messo parole e sensazioni senza pensare a queli fossero, e nella testa ci son pensieri che non dovrebbero esserci. Pazzia. E' folle pazzia del non sapere a quale luogo appartenere, è la pazzia di chi ha perso se stesso e le lacrime non possono farlo ritrovare. E' la pazzia lucida che bussa alla porta e non si nega di farla entrare. E' la solitudine che porta luci di razionalità per accettare il mondo anche quando gira al contrario. In mezzo allo squallore potrai dire di seguire la cometa e di giungere allo stato d'animo in cui i sensi si riposeranno dall'affanno, maltrattati e spenti dormono per poter rivivere. Qualcosa che non so spiegare, non ho perso nessuno ma sono la consapevolezza di poter dire chi sono. La coscienza non si lava e non muore tra i sensi di colpa, e se l'esistenza è un senso di colpa di certo quella non ero io. Perchè tra melodie profumate ricerco l'essere, e l'essere più viva di prima.
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