lunedì 1 febbraio 2010
Seventeen
E quante porte sbattute in faccia, quanti compianti e desideri rimpianti. Sussurro questo nome a seguito di discorsi senza inizio e senza fine, a chiederci come mai si chiami vita, a ballare immaginariamente con il caos intorno chiedendo sempre più ordine nel mondo. Con la voglia di spaccare lo specchio ed uscire matti in un bicchiere di dipendeza astratta, lei se ne va ubriaca di se stessa e non se ne va mai da sola, lei non beve mai per noia e non si diverte mai abbastanza senza atmosfere psichedeliche a consolare gli affanni, ha visto mille bicchieri e scelto sempre gli stessi, svuotato bottiglie e preferito le stesse droghe. Ma rimaniamo sempre qui a chiederci come mai si chiami vita. Ricordando gli anni del deserto in oasi senza alcun miraggio, ci svegliamo e sappiamo che non è reale questa pelle graffiata. Alzando il volume brucia la sonorità e brucia questa noia sottile di non rimanere mai fermi, abbassando la testa solo per poi spogliarsi in dettagli poco convenienti. Lei non si ferma mai, pensa troppo ma non fuma mai abbastanza. Imbarazzi in sensazioni di adrenalina, ed il mondo continua a girare e non sappiamo ancora correre, la caduta della regina e l'ascesa di un re.
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